venerdì 20 ottobre 2023

TRA LA GERMANIA E IL BRASILE


 

Anche volendo a Berlino non ci sarei potuto rimanere, perché bisognava ritornare al Caffè Voltaire, dato per due anni in gestione a uno che se gli piaceva poi lo avrebbe comprato.

E non gli era piaciuto. 

Al ritorno dalla Germania diverse cose erano cambiate. Se in un primo momento mi ero assoggettato a starmene al Quercione dai miei, intravidi l'occasione appena venduto il Caffè Voltaire e me ne andai a vivere a Viareggio, nel loro piccolo appartamento, ma con un grande terrazzo, dove feci alcune feste prontamente rintuzzate dalla polizia, chiamata dai vicini.

Non capivo ancora, o ritenevo più opportuno ignorare, nella pratica quotidiana, che la mia libertà finiva dove cominciava quella degli altri, anche se erano dei vecchietti rincoglioniti. Se non altro perché un giorno io sarei diventato uno di loro e ora mentre scrivo non ci sono tanto lontano.

mercoledì 4 ottobre 2023

IN BRASILE



Perché sono venuto qua in Brasile? Me lo chiedono soprattutto i brasiliani, gli italiani lo sanno già, anche se poi quello che si figurano del Brasile è più stereotipo che verità. Per la gente di qua però è un mistero, perché coltivano una passione esagerata per l'Europa e gli Stati Uniti. Il primo mondo è una realtà idealizzata, ed è così chiamato per motivi finanziari, ma anche culturali, non da tutti, perché qui i soldi, e chi ce li ha, sono idoli dorati. Ma i brasiliani che escono da qua si accorgono meglio di quello che c'è di buono in questa grande nazione. Quelli che non sono mai andati fuori dicono che non è un grande paese, ma un paese grande, sottintendendo una certa amarezza.

domenica 1 ottobre 2023

ATTAVOLA!!!

 


Noi italiani siamo gli unici al mondo per i quali il tavolo, quello dove si apparecchia e poi si mangia, diventa automaticamente femminile, forse perché una volta a cucinare era solo la mamma.

La stanza che mi piace di più in una casa è la cucina, la più sincera e la più gradevole, per tutto quello che, volente o nolente, evoca. In cucina non si bara e non si può bleffare, si riconosce subito il falso e l'ipocrita. E poi non solo la donna, ma anche l’uomo deve saper cucinare, lavare i piatti, pulire la casa eccetera, nella vita non si sa mai cosa succede e più cose si sanno fare e meglio è.

mercoledì 27 settembre 2023

CRONACA DELLA PAZZIA


          (da un’idea di un racconto di Luis Fernando Verissimo)

  Il meglio della terapia è arrivare prima, solo di pochi minuti, per dare un'occhiata ai miei colleghi matti, nella sala d'aspetto. Dove io faccio la mia terapia c’è un ambulatorio grande, con otto analisti matti, pertanto nella sala d'attesa ce ne sono sempre tre o quattro di quell'altro tipo, ansiosi, lì a pensare alle pazzie che diranno dopo pochi minuti.

 Forse ci vado proprio perché mi piace stare a osservare i miei colleghi pazzi. Ci sono due tipi di pazzi: il pazzo propriamente detto e quello che lo cura, l'analista insomma o il terapeuta, lo psicologo e lo psichiatra. Per forza, solo un matto può assoggettarsi ad ascoltare la pazzia di sei o sette altre matti tutti i giorni, settimane, mesi, anni e decenni. Se non era matto prima, cosa che potrebbe rappresentare un vantaggio, lo diventa dopo.

domenica 20 agosto 2023

ADOLESCENZA

 


 

Non sempre l’adolescenza è un trampolino.

La prima cotta è difficile da localizzare, forse Lorella in quinta elementare. Poi Rosanna la mia vicina di casa. Dopo Lia al Quercione e decine di altre cotte e crude, insomma al sangue. In tanti casi come Immanuel Kant loro, le dirette interessate, non lo hanno nemmeno mai sospettato, io facevo di tutto per nasconderlo, per auto-sabotarmi, ma come facevo a saperlo?

Sulla 126 di mamma ho imparato a guidare e l’ho sbattuta sullo spesso muretto di pietra di un ponticello dalle parti di Vorno, distruggendo abbastanza la parte davanti, ma fu solo colpa dell’alcool e della strada bagnata. Tornavamo da una festa piuttosto bruttina e pochissimo frequentata io e Marzio.

La Chrisler era un macchinone lungo assai e forse per questo riuscii magistralmente a incastrarla in diagonale all’entrata del cancello che non andava più avanti né indietro.

I libri di Woody Allen, erano comici ma anche esistenziali e per qualche tempo sono stati la mia lettura preferita.

INFANZIA

 


 

Proveniamo un po’ tutti dalla campagna e se i nostri genitori fossero stati abitanti di una città, forse i nostri ricordi non sarebbero così ruspanti e casalinghi. Per esempio mio padre aveva conosciuto mia madre in una di quelle feste da ballo della Garfagnana, forse a Barga o a Gallicano. Ero nato di conseguenza, come a volte succede in questi casi, la mia famiglia viveva a Marilia, nella casa paterna a tre piani che ora è occupata dalla famiglia di Giorgio, che è figlio di Lorenzo, fratello di mio padre, il quale è stato il primo a morire dei quattro. Poi credo che sia stata Ada, mio padre e per ultima Magali.

lunedì 7 agosto 2023

COME MAI NON SI PARLA DEL CANADA?

 



Ora è diventato di moda dire di essere o non essere narcisisti, prima nessuno sapeva niente di questo narcisismo, ora lo sanno tutti. Ma è sempre esistito? Quale sarebbe il suo contrario? È una cosa sempre e inevitabilmente negativa, o può anche essere positiva?

Tipo non si può più dire, in Italia bisogna sempre e solo dire tipologia. Non mi piace che si usi e niente per iniziare una frase, non ha senso e soprattutto è una moda. Anche no è un’altra, e ce ne sono tante usate dalla gente in maniera ossessiva. Noto che soprattutto chi non sa l’inglese ama rispondere laconicamente YES.

sabato 5 agosto 2023

GONGORZOLA



L'unico allievo che ho, attualmente, ce l'ho dal 2002, mi pare, e facciamo lezione in Internet, con Skype, più che altro lezione di conversazione, perché lui parla perfettamente e raramente sbaglia qualcosa.

Studia anche spagnolo, francese e inglese, è di origine italiana e veneta ma è nato qua vicino a Porto Alegre.

giovedì 27 luglio 2023

BERLINO

 



Quando ci furono i Mondiali del 1986 in Messico stavo cercando di partire per Berlino, stavo facendo un corso di tedesco in Piazza Bernardini, poteva cominciare ma non cominciò una storia con Beate una ragazza di Brema che viveva a Lucca. Naturalmente tifavo per la Germania che andò in finale ma perse con l'Argentina.

Dopo anni di manovre, a Berlino riuscii ad andarci, per vivere, solo nel 1987 e la storia con Sabine durò a fasi alterne, ma tornai in Italia nel 1989 per pentirmene già poco dopo.

Passati pochi mesi il muro cadde e ci fu il mondiale italiano vinto dalla Germania, ma io mi ero già stancato dei tedeschi e delle tedesche. Oltre a Beate c'era stata anche un'avventura con Britte di Kiel.

Tutta la passione per la Germania e per Berlino era nata a Barabba, prima era venuto Ossie che al teatro vendeva le bibite, noccioline e cose varie. Poi due sue amiche vennero in Italia e al ristorante dove lavoravo e tra me e una delle due, Sabine, nacque una storia proprio la sera prima del suo ritorno in Germania.

domenica 2 luglio 2023

MILITE NOTO



La seconda emigrazione, dopo quella periodica di Valbona, più lunga, stavolta e più lontano da casa.

Il CAR significava Centro Addestramento Reclute ed era una specie di preparazione per i nuovi militari che poi, dopo il giuramento, erano distribuiti nelle varie caserme di tutta Italia.

Senza raccomandazione venivi mandato lontano da casa, considerato che la mia destinazione era Milano, ho pensato che poteva andare anche peggio, in mezzo c’erano solo 277 chilometri.

Ad Albenga sono stati i miei a portarmici, mio padre ha anche pianto e io l’ho abbracciato, una delle poche volte, se non l’unica. Abbiamo fatto un giro insieme in centro, ma non mi sentivo bene, avevo già i capelli cortissimi e mi pareva di essere prigioniero in anticipo.

DAI VENTI AI TRENTA

 


 

All'inizio, non avendo spese di mantenimento e vivendo con i genitori, tutto sembra agevole e si comprano cose e situazioni, non rendendoci conto che una volta raggiunta la sospirata indipendenza, di soldi non ne avanzano, casomai mancano.

Arrivando dalla scuola e dall'adolescenza, bene o male prolungata, con il tempo si scopre lentamente che il lavoro non nobilita affatto l'uomo, né la donna, eventualmente gli dà la dimensione di quanto la vita sia dura e soprattutto noiosa, se non la si prende al più presto per le corna e le si impone un ritmo a noi più congeniale.

Le macchine, i mondiali, gli amici, le fidanzate, le case, i lavori, ma anche i punti fermi della filosofia nostra in formazione sono tutti utili per situarci in epoche differenti e i cambiamenti non solo nel cervello e nel cuore, ma anche nel resto del corpo che raramente dimagrisce, più spesso ingrassa e soffre di progressivi mali fisici, ecco un altro parametro da seguire. Per ultimi mettiamoci i libri e i racconti pubblicati, perché gli altri, quelli messi da parte, sono troppi ed è difficile attaccarci l’immagine o la relazione di quello che si stava attraversando nell’epoca in questione.

mercoledì 24 maggio 2023

ANTROPOLOGICHE CURIOSITA'

 






Un proverbio viene citato a dismisura e sproposito da chi si sente forse in colpa per essere sempre rimasto nel suo paesello, ma pure da chi ha girato il mondo, sì, anche abbastanza, ma non è mai andato a vivere in un altro paese qualsiasi, a lavorare, per anni, stabilendosi in quel tipo di cultura che da turisti può effettivamente sembrare simile alla sua, ma non lo è.

martedì 9 maggio 2023

ASCETI, STOICI ED EPICUREI


 

- Te sei un fottuto epicureo, Aronne, purtroppo non si vive di solo peorino!

- Quando mai? C’è il pane e il vino, come no, lo diceva anche Gesù, mi pare.

- No, volevo dire che ti concentri troppo sui piaceri fisici…

- Se non c’hai quelli fisici del resto non te ne accorgi neanche, te lo dice un biscaro!