Il
pensionato in Brasile è un biotipo di essere umano piuttosto vario e volatile.
C’è da
dire che tanti muoiono prima, altri devono continuare a lavorare per
sopravvivere. Chi invece per semplici motivi di benessere acquisito non dovesse
sbattersi per guadagnarsi un pane e formaggio, allora non si siede nel parco a
dare da mangiare ai piccioni, perché sarebbe facile preda dei delinquenti.
Non va al bar a giocare a carte, non si sogna nemmeno di andare a vedere e commentare i lavori stradali, perché verrebbe automaticamente mandato affanculo.
Dentro i
club però, ogni tanto, si notano conversazioni potenzialmente interessanti, per
esempio tra pensionati di una certa cultura, che potrebbero persino, anche se
piuttosto raramente, conoscere le commedie di un tale rumeno importato in
Francia.
Il club e lo shopping center in Brasile hanno
particolare motivo di esistere per via del clima e della sicurezza. Naturalmente
tutti e due hanno bisogno di un pagamento, che nel caso del club è piuttosto
caro, ma allo shopping ci possono andare tutti o quasi.
Un
artista belga che ha un successo di estrema nicchia anche in Polonia e in
Giappone, con delle opportune foto- trappole per animali e un buon lettore di
labbra, ha registrato nel Tennis Club di Teresopolis, a Porto Alegre, questa
conversazione, tra due pensionati su una panchina sotto un frondoso albero di
Ipé dai fiori gialli:
-
Oggi è il
compleanno di Pedro.
-
Pedro chi?
- Ah già,
te non lo conosci,
- Allora che
me lo dici a fare?
- Beh,
scusa, il fatto è che stavo pensando a voce alta..
- Io
penso sempre con a volume a zero, è più fottutamente pratico. Scusa se te lo chiedo,
ora che mi viene in mente, ma se è per parlare di compleanni di persone che non
conosco non è meglio stare zitti?
Silenzio parziale con uccellini che cantano, ma
uno dei pensionati schiocca la lingua. Sembra che voglia dire qualcosa, l'altro
lo guarda, lui ritorna a leggere la sua rivista con una faccia piuttosto
inespressiva.
-
Ho comprato il
latte.
L'altro continua a leggere quella che poi risulta
essere una rivista di gastronomia.
-
L’ho trovato
assai più a buon mercato.
L'altro schiocca la lingua e continua a
leggere senza dire niente.
- All'altro supermercato,
all’Hoffmann costava assai di più, quasi 20 centavos al litro!
Il secondo pensionato schiocca
la lingua e continua a leggere, forse solo a guardare le figure.
-
All’Asun costa anche di meno. Incredibile! Perché a quel punto io sono andato a
controllare!
Un paio
di schiocchi di lingua e ancora silenzio.
-
Non dici niente?
-
Ma io pensavo
che tu pensassi a voce alta.
- Va bene, d'accordo, ma anche così
potresti commentare qualcosa, no?
- Guarda:
io sono contrario all’uso del torpiloquio.
- In che
senso?
- Nel
senso che se dovessi dire qualcosa sarebbe però offenderti in malo modo.
- Beh, io
lo preferirei lo stesso, se permetti, meglio di tutto questo imbarazzante
silenzio.
- Comunque
non posso.
- Ma
perché?
- Guarda:
sarà una tecnica antiquata, ma io preferisco pensare in silenzio.
- Ma allora quando parli?
- Magari
quando ho qualcosa da dire.
- È vero. Sei piuttosto anacronistico.
- Lo
ammetto, sono pur sempre di origine tedesca.
- Ecco! Gente
rude e di poche parole!
- Voi gente
anche di lontana origine italiana invece siete diversi, lo so.
- È vero,
prendi mio padre, diceva tante cose che non interessavano a nessuno, ma zitto
non ci stava.
- E
allora qual era il suo vantaggio?
- Che si
sfogava, sempre e comunque.
- Ma è
una prepotenza!
- Solo
dall’eventuale punto di vista altrui, dal suo andava bene così. Devi
considerare che anche i suoi amici e la sua famiglia adottavano lo stesso
sistema.
- E per
cambiare ci vogliono dei secoli e frequentare gente di abitudini diverse.
- Non
necessariamente, mio padre aveva lavorato per anni in Germania, a
Gelsenkirchen, diceva gli italiani non imparavano nemmeno il tedesco e stavano
sempre tra di loro. E poi i tedeschi non erano della gente molto ospitale,
parlavano poco e solo per lamentarsi e protestare.
- Ecco,
così il circolo si chiude.
- E anche
la conversazione.
- Non
credo proprio.
- Nemmeno
io, ma si fa per parlare, no?
-
Infatti. Lo sai perché il tedesco impara meglio degli altri le lingue
straniere?
- No, non
lo so.
- Perché
anche in tedesco prima pensa e poi parla.
- Invece
gli italiani fanno il contrario?
- Ecco.
- Però l’italiano
impara male le altre lingue, ma c’è un vantaggio.
- Quale?
- Qualunque
lingua parli si sente subito che è italiano.
- Non mi
sembra un vantaggio.
- Lo so, per
te no, ma per l’italiano sì.
- Come
mai?
- L’italiano
è un popolo di emigranti, ma è molto patriota, ha un rapporto di amore-odio con
la sua terra.
- E
allora?
-
Insomma, c’è molto attaccato. Anche se è nato qua in Brasile e non c’è mai
stato.
- Strano.
- No per
niente. Ti ho mai raccontato dei miei vicini di casa che a tavola litigavano
sempre, si potevano sentire a chilometri di distanza e che ogni tanto ripartiva
la consueta polemica su quale fosse la città più bella d’Italia?
- No.
- Alcuni urlavano
che la città più bella era Firenze, gli altri invece che era Florença.
- Ma se è
la stessa città!
-
Infatti. È quello il bello della storia.
- E la
morale qual è?
- La
morale non c’è, ma ci fa capire che l’italiano, quando è ignorante, ignora anzitutto
di esserlo e per aver ragione si arrabbia e urla di più. Aver ragiome è la cosa
più importante, il resto sono dettagli.
- Beh, però
questo forse è un comportamento comune a gente anche di altri popoli.
- Può
essere, ma sicuramente hanno imparato da noi italiani. Esistono tante mafie al
mondo, ma la prima, veramente originale ed efficacemente prepotente di chi è?
- Beh...
- E chi
ha la sede della chiesa cristiana e cattolica che è la religione più diffusa
del mondo?
- Voi.
- E
questi due particolari cosa ci dicono?
- Non lo
so...
- Che in
Italia la stretta combinazione di falsità e prepotenza formano le persone in
una maniera unica al mondo e piuttosto forte.
- La
famiglia italiana però assomiglia a quella ebrea.
- Sì, è
vero.
- Però
qui dicono due cose. Che gli italiani sono tutta brava gente, ma tutti ladri.
- E l’altra?
- Che
ebrei e italiani venderebbero la propria madre per fare soldi, ma che gli
italiani poi non la consegnano.
- Ecco!

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