sabato 25 aprile 2026

CHI SE NE RICORDA?

 


Secondo Chico la verità non esiste, e dentro la nebbia che crea questa sua affermazione lui crede di sentircisi più comodo.

Ha la tendenza generale a giustificare tutto, e a contestarlo allo stesso tempo, arrampicandosi dietro dei vetri unti di grasso, scivola giù e non se ne accorge, pensa di essere vicino alla meta e invece se ne allontana.

Il suo ragionamento fa un giro lungo, poi alcuni corti, medi e riparte senza essersi mai fermato, non ritrova il punto di partenza e quindi alla fine niente torna e non potrebbe proprio.

Quello che mi spaventa in senso generale è che il suo comportamento, esteriormente pigro eppure internamente instancabile, nasconde un grande movimento interno di idee, di azioni represse e passività alternate, secondo me derivanti dalla fuga da una più logica accettazione di tante altre cose limitrofe e collegate, evidentemente per lui scomode e da evitarsi ad ogni costo.

Quello che mi piace del mio amico Chico Caceres è proprio quello che non mi piace, nel senso che mi da’ occasione di capire certe tendenze altrimenti incomprensibili dell’essere umano.

Con calma possiamo metterci a discutere su tutto, trovandoci d’accordo qualche rara volta, più spesso in totale e fluttuante ma deciso disaccordo. A me più che contrastarlo interessa la fonte della sua giostra di criceti, insomma che cosa è alla fine un cervello umano?

Mi spiego meglio, se e quando io dicessi apparentemente per caso una cosa tipo: male non fare, paura non avere riassume il succo fondamentale di tutte le religioni del mondo, lui non sarebbe d’accordo per partito preso. Inizierebbe a enumerare tutte le cose non incluse e sottintese nella famosa frase male non fare, paura non avere. Spesso però sono indirettamente incluse, ma lui non lo ammette. Oppure a ben vedere sono escluse, ma io insisto a dire il contrario, non per fargli del male, ma piuttosto del bene, è il suo tipo di raziocinio che non va bene.

Insomma, a volte non lo so neanch’io, ma mi sembra che io abbia il dovere di proteggerlo da sé stesso e non avendo molto altro da fare, me la sento quasi come una missione.

Diciamo che in senso generale sono portato a sintetizzare, a dichiarare e a mettere in pratica approssimativamente proprio quello che lui invece vede in modo esageraratamente pignolo e pedante. Sull’applicazione poi è un altro discorso, perché lascia perdere l’azione a vantaggio del pensiero concentrico o a spirale.

Il suo rigido ragionamento, gira e gira, si perde nell’infinità di particolari, spesso creati al volo dal suo cervello e lui non si ricorda nemmeno poi di cosa stavamo parlando.

Per esempio gli ho fatto sentire la canzone We used to know dei Jethro Tull dalla quale gli Eagles, come tutti sanno, hanno copiato nota per nota il loro più grande successo Hotel California. Mentre We used to know la conoscono veramente in pochi. Chico ha detto che le due canzoni non sono uguali, la qual cosa è evidente anche per me e per quasi tutti gli altri esseri umani del mondo emerso, solo perché gli altri pur non sapendolo se ne fregano.

Insomma la successione delle note, specialmente nei ritornelli è identica. Ovvio che le parole delle canzoni, le voci e gli strumenti differiscono, il ritmo e l’arrangiamento stesso sono diversi. Glielo ho fatto presente, ma non si convince, mi guarda incerto come se il pazzo fossi io, cosa che i suoi stessi ragionamenti evidentemente gli negano e gli generano in testa una certa turbolenza di opinioni contrastanti.

Niente da fare, due cose che non hanno niente a che fare per lui, non si persuade.

Saltati gli ostacoli poi non gli rimane forza per proseguire, fa delle curve e ritorna sul già detto e dimenticato.

Pazienza, lui è la mia preziosa fonte di verità al contrario, i nostri gusti cozzano sistematicamente, figurarsi che guarda tutti i telegiornali che riesce a vedere durante il giorno, mentre io ho abolito addirittura la televisione. Gli piacciono tutte le applicazioni dell’intelligenza artificiale, che per me rappresentano,  anche se approssimativamente, la dimostrazione più attuale del male assoluto.

La volta seguente che c’incontriamo, tutto o quasi tutto quello che ci diciamo figuriamoci se poi se lo ricorda.

Ho provato a usare contro di lui le sue stesse dichiarazioni dell’incontro precedente e noto che contesta anche quelle, sarebbe piuttosto divertente se non nascondesse una piccola tragedia, diciamo un tragicomico eppure frequente e popolare ragionamento al contrario.

Predicare bene e razzolare male sarebbe un interessante argomento da trattare con lui, ma durerebbe anni.

Voglio dire che la visione d’assieme è una cosa rara, gli esseri umani di solito affrontano le cose separatamente, senza collegarle troppo tra di loro, oppure proprio per niente.

La memoria può essere il riferimento di cui abbiamo bisogno, per fare un confronto, per renderci semplicemente conto di dove ci troviamo, in questo momento della nostra esistenza. Ma chi se ne ricorda?


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