Secondo
Chico la verità non esiste, e dentro la nebbia che crea questa sua affermazione
lui crede di sentircisi più comodo.
Ha la
tendenza generale a giustificare tutto, e a contestarlo allo stesso tempo, arrampicandosi
dietro dei vetri unti di grasso, scivola giù e non se ne accorge, pensa di
essere vicino alla meta e invece se ne allontana.
Il suo ragionamento fa un giro lungo, poi alcuni corti, medi e riparte senza essersi mai fermato, non ritrova il punto di partenza e quindi alla fine niente torna e non potrebbe proprio.
Quello che
mi spaventa in senso generale è che il suo comportamento, esteriormente pigro eppure
internamente instancabile, nasconde un grande movimento interno di idee, di
azioni represse e passività alternate, secondo me derivanti dalla fuga da una più
logica accettazione di tante altre cose limitrofe e collegate, evidentemente
per lui scomode e da evitarsi ad ogni costo.
Quello che
mi piace del mio amico Chico Caceres è proprio quello che non mi piace, nel
senso che mi da’ occasione di capire certe tendenze altrimenti incomprensibili
dell’essere umano.
Con calma possiamo
metterci a discutere su tutto, trovandoci d’accordo qualche rara volta, più
spesso in totale e fluttuante ma deciso disaccordo. A me più che contrastarlo
interessa la fonte della sua giostra di criceti, insomma che cosa è alla fine
un cervello umano?
Mi spiego
meglio, se e quando io dicessi apparentemente per caso una cosa tipo: male non fare, paura non avere riassume
il succo fondamentale di tutte le religioni del mondo, lui non sarebbe
d’accordo per partito preso. Inizierebbe a enumerare tutte le cose non incluse e
sottintese nella famosa frase male non
fare, paura non avere. Spesso però sono indirettamente incluse, ma lui
non lo ammette. Oppure a ben vedere sono escluse, ma io insisto a dire il
contrario, non per fargli del male, ma piuttosto del bene, è il suo tipo di
raziocinio che non va bene.
Insomma, a
volte non lo so neanch’io, ma mi sembra che io abbia il dovere di proteggerlo
da sé stesso e non avendo molto altro da fare, me la sento quasi come una
missione.
Diciamo che
in senso generale sono portato a sintetizzare, a dichiarare e a mettere in
pratica approssimativamente proprio quello che lui invece vede in modo
esageraratamente pignolo e pedante. Sull’applicazione poi è un altro discorso,
perché lascia perdere l’azione a vantaggio del pensiero concentrico o a
spirale.
Il suo
rigido ragionamento, gira e gira, si perde nell’infinità di particolari, spesso
creati al volo dal suo cervello e lui non si ricorda nemmeno poi di cosa
stavamo parlando.
Per esempio
gli ho fatto sentire la canzone We used
to know dei Jethro Tull dalla quale gli Eagles, come tutti
sanno, hanno copiato nota per nota il loro più grande successo Hotel California. Mentre We used to know la conoscono veramente in
pochi. Chico ha detto che le due canzoni non sono uguali, la qual cosa è
evidente anche per me e per quasi tutti gli altri esseri umani del mondo
emerso, solo perché gli altri pur non sapendolo se ne fregano.
Insomma la
successione delle note, specialmente nei ritornelli è identica. Ovvio che le
parole delle canzoni, le voci e gli strumenti differiscono, il ritmo e l’arrangiamento
stesso sono diversi. Glielo ho fatto presente, ma non si convince, mi guarda
incerto come se il pazzo fossi io, cosa che i suoi stessi ragionamenti
evidentemente gli negano e gli generano in testa una certa turbolenza di
opinioni contrastanti.
Niente da
fare, due cose che non hanno niente a che fare per lui, non si persuade.
Saltati gli
ostacoli poi non gli rimane forza per proseguire, fa delle curve e ritorna sul
già detto e dimenticato.
Pazienza,
lui è la mia preziosa fonte di verità al contrario, i nostri gusti cozzano
sistematicamente, figurarsi che guarda tutti i telegiornali che riesce a vedere
durante il giorno, mentre io ho abolito addirittura la televisione. Gli
piacciono tutte le applicazioni dell’intelligenza artificiale, che per me rappresentano, anche se approssimativamente, la
dimostrazione più attuale del male assoluto.
La volta
seguente che c’incontriamo, tutto o quasi tutto quello che ci diciamo figuriamoci
se poi se lo ricorda.
Ho provato
a usare contro di lui le sue stesse dichiarazioni dell’incontro precedente e noto
che contesta anche quelle, sarebbe piuttosto divertente se non nascondesse una piccola
tragedia, diciamo un tragicomico eppure frequente e popolare ragionamento al
contrario.
Predicare bene e razzolare male sarebbe un interessante argomento da trattare con
lui, ma durerebbe anni.
Voglio dire
che la visione d’assieme è una cosa rara, gli esseri umani di solito affrontano
le cose separatamente, senza collegarle troppo tra di loro, oppure proprio per
niente.
La memoria
può essere il riferimento di cui abbiamo bisogno, per fare un confronto, per
renderci semplicemente conto di dove ci troviamo, in questo momento della
nostra esistenza. Ma chi se ne ricorda?

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