venerdì 18 maggio 2018

AGENTE SEGRETO




-Lei non ci crederà, ma io sono un agente segreto.
-Beh, ora non lo è più.
-E perché mai?
-Perché ora che ce lo ha detto, noi lo sappiamo.
-È vero, non ci avevo pensato.
-La legge è chiara, in questi casi.
-Effettivamente.
-Ma mi tolga una curiosità, come ha fatto a diventarlo?
-In che senso?
-Beh, mi risulta che la selezione sia alquanto rigida.
-Ah, non è vero, niente di che, solo un normale corso per corrispondenza.
-Pensavo peggio.
-Cioè?
-Se lo dice lei deve essere vero, ma pensavo fosse più difficile.
-No, no, per me è stata una specie di formalità.
-Tutti possono diventarlo, allora.
-Basta essere molto intelligenti.
-E non modesti?
-No, la modestia non è richiesta.
-È per quello che la chiamano intelligence?
-Indovinato.
-Bravissimo, ho la massima stima per chi rischia la vita per il bene della patria.
-Su quello ha ragione, ha proprio una dannata ragione.
-Bene, ora però prenda le sue belle pasticchine colorate.
-Tutte in una botta?
-Ecco, bravo!
-Il dottor Capixaba a che ora viene?
-Oggi non c’è, ma se ha bisogno può parlare con la dottoressa Thelminha.
-No, quella non mi piace!
-A dire la verità neanche a me, ma oggi è quello che passa il convento. Cioè l’ospedale psichiatrico S.Pedro, nel nostro caso specifico.

martedì 15 maggio 2018

COSIMO, GASPARE, REITANO E TOTÒ


Oggetto di scherzo era il carattere singolare di Don Gaspare, un abruzzese che non rideva mai, ma che faceva spanciare, senza volerlo, tutti gli altri, con le sue esagerazioni sulle questioni di principio. Parlava quasi esclusivamente con proverbi, era sempre diffidente, non si apriva mai in una confidenza, criticava tutti e tutto, era arrabbiato in tutto quello che faceva, era sempre di malumore.

ZIO COSIMO



Berlino era una città fredda, dicevano, perché popolata principalmente da tedeschi. Il che era verità, ma c’erano anche tante altre nazionalità e razze, provenienti da tutte le terre emergenti dal mare, del nostro piccolo, ma formicolante globo. Il clima era pure di un ben determinato tipo, per il quale, d'inverno, per mesi, il cielo rimaneva coperto da una cortina grigia… tanto che gli italiani dei ristoranti scherzavano coi tedeschi dicendogli, in quella mistura di tedesco, d’italiano e di dialetti del sud: Ao kino (cinema) dovete andare, se volete vedere ‘o sole!

domenica 13 maggio 2018

IL SEGRETO DEL NOSTRO INSUCCESSO




Tino e Pino, due comici che non fanno più ridere nessuno, hanno deciso di andare in montagna, alla casetta dello stesso Tino Pieri detto Zazzera, che si trova alla Doganaccia, 1458 metri sul livello del mare, basse maree escluse. Per ritrovarsi con se stessi, ha detto Zazzera, di conseguenza anche con gli altri; è stata un’idea sua tra le tante e fra le poche accettate da Pungitopo, al secolo Pino Gramaglia. Mentre salgono in Fiat Panda beige, i pini, le acacie e i castagni si succedono fino a diventare progressivamente faggi, larici e abeti. I tornanti sembra che invece vogliano andarsene, non si sa proprio perché hanno insistito nel fare una specie di strada intorno a quelle buche. Si sono divisi i compiti: Zazzera parla e Pungitopo guida, ma anche se si scambiassero i posti, la distribuzione delle frasi risulterebbe ugualmente scompensata:

venerdì 11 maggio 2018

NEL SUD DEL BRASILE





A Porto Alegre li chiamano Sebos, forse per via dell’unto di dita sudate sulle pagine, questi luoghi romantici dove si vendono libri di seconda, terza o quarta mano, a volte anche di quinta o sesta, rigorosamente mai di prima. Ci vado spesso quando sono in centro, ed era epoca di Carnevale quando trovai quel libro, in uno di questi negozi, ma quella fu una scoperta da segnare sul calendario. È vero che era un po’ rovinato, mancava la copertina, c’era un nome e cognome scritto a penna sulla prima pagina bianca, c’erano numerose macchie di misteriosa e differente materia e origine, perfino un pezzo di cibo, per quel che sembrava, indurito e verdastro a pagina 12. Però dall’incipit avevo capito subito che mi sarebbe piaciuto.

lunedì 6 aprile 2015

LETTERE DAGLI ANTIPODI

Sono stati giovani insieme, hanno gusti opposti, ma vivono da soli e passano abbastanza tempo al computer, navigando nel mare di opzioni dell’internet.
Conversano per e-mail e su Facebook, convergono su cose simili, in fondo, come antropologia e sociologia, politica ed economia.
Si chiedono cosa succederà del mondo, perché loro, come tutti, non hanno modo di saperlo e ne hanno anche un po’ paura.

martedì 24 febbraio 2015

A TUTTI I GIANCARLI



Ho un amico fissato con l’economia globalizzata, non vuole parlare che della rovina del mondo occidentale, del suo imminente crollo, del suo inevitabile disastro.
Vede i governi come i principali nemici della gente, dice che sono messi lì apposta per ingannarla e derubarla.
Credo che abbia ragione, in linea di massima, ma gira e rigira non accetta altri argomenti che quello, ne è ossessionato.
In più assume un tono che non ammette repliche, diventa il proprietario assoluto della verità economica mondiale, cosa che anche lui stesso sa benissimo che non è, ma se lo dimentica.

domenica 22 febbraio 2015

BEATITUDINE SCRIBACCHINA

Cammino in mutande per il giardino, mi siedo sulle pietre dell’anfiteatrino a cercare di pensare, ma è caldo e gli insetti mi massacrano, torno in casa.
Aiutato dall’aria condizionata, cerco di riprendere il pensiero interrotto in un luogo ideale di riposo che potrebbe essere proprio lo stesso giardino, ma al fresco, ambientato in Norvegia, magari a primavera.

LO SGUARDO DELL'ENTOMOLOGO

Quando lavoravo come professore di materie scientifiche mi sorpresi di quanti soffrissero della strana ‘Sindrome del Bastiancontrario’.
Se in classe mi azzardavo a dire una cosa di cui ero obbligato a citare l’esistenza, ma di cui ero anche certo dell’inutilità, ecco che per loro, automaticamente, diventava la più importante ed unica questione, almeno fino alla fine della lezione.
Molti di loro se la ricordavano anche nelle seguenti e insistevano nello spiegare per forza, a tutti, nuove ed interessanti sfaccettature sulle quali si erano esaustivamente documentati.

COSE DA FARE PRIMA DI MORIRE


Il presente è detto indicativo proprio perché - al momento giusto -  separa le acque per noi e ci indica da una parte un passato e dall’altra un futuro.
Ci dice che il passato - per quanto romantico - non è più; che il futuro - anche se radioso -non è ancora.

venerdì 2 gennaio 2015

LA SIGNORA DEI MARI



Una crociera di venti giorni sul Mediterraneo, Egeo e Mar Nero avrebbe dovuto ritemprarci dopo un anno difficile.
Proprio in quei giorni, però, invece di distrarci, cominciammo a contrastarci anche in maniera incrociata, si litigava non solo all’interno delle due coppie, ma anche io con Elena e Giacomo, i miei figli.
Poi loro anche con mia moglie Anna e così via, tutti a collaborare per rendere più infernali le nostre vacanze.

giovedì 8 maggio 2014

LA GRANDE PIANURA UNGHERESE

La filosofia del viaggio cambia certo in funzione del DOVE e del QUANDO, ma anche del COME e del PERCHÉ, avevo sempre sentito dire e nessuna verità era più facilmente riscontrabile se non viaggiando, ho constatato io e meglio ancora se non in internet, ma su una strada vera.
Il CON CHI è pure determinante, naturalmente, eppure uno dei viaggi più interessanti della mia vita è stato quello che ho intrapreso, (in quel ben determinato periodo della mia carriera di essere umano,) per andare a vivere a Budapest e lo feci da solo, per così dire.