L’isola
non era lontana dal cielo ed era proprio dentro al mare, come di solito
succede, ma altra terra intorno non se ne vedeva e il naufragio, oltre varie
escoriazioni su tutto il corpo, mi aveva fatto anche battere la testa, i
ricordi venivano e svanivano con la stessa facilità.
Le
prime cose che ho dovuto risolvere sono state la fame e la sete. Un ruscello
c’era, ma ho dovuto girare quasi tutta l’isola per trovarlo. Per fortuna era
piccola, ma molto rocciosa e montagnosa, piena di vegetazione nei punti di
passaggio tra le rocce, quando ho trovato l’acqua dolce mi sono tuffato dentro
e ne ho fatto indigestione.










