martedì 14 luglio 2026

IL GIGANTE GRISSINO

 

Probabilmente potrei essere definito un romanticone, a mio modo lo sono di sicuro, e quello che mi garba di più del mondo attuale è proprio quello che non è più, ciò che ho giustamente vissuto in questi sessantasette anni e ripassare i tanti ricordi, fors’anche insignificanti, come quello del Gigante Grissino.

La mia mente partiva per dei viaggi di immaginazione, tanto ricche di particolari, che mi figuravo di viverle anche quelle storie dei fumetti, di essere lì in prima persona.

Sulla sua isola insomma Grissino con uno starnuto spostava violentemente le nuvole e provocava una tempesta sul litorale e sulla città di Braccio di Ferro e di Olivia.

Mi ricordo proprio bene di questa storia in particolare nel lettone a casa dei nonni, con dei problemi di illuminazione non indifferenti, visto che si doveva stare sotto le coperte anche con la testa, a causa del freddo. Si doveva fare una specie di lucernario tra le spesse coltri in modo che il gelo non se ne approfittasse ed entrasse il meno possibile.

 

Ricordo il cuoco del manicomio, un uomo grassoccio, forse rosso di capelli, ma li aveva così corti che non si vedeva se erano bianchi, perché non era tanto giovane, ma si indovinava il rosso dalle sopracciglia appena accennate su quel viso largo e sorridente a mio padre, medico dell’ospedale psichiatrico, con il quale aveva aveva una specie di amicizia o qualcosa del genere, che una volta si creava tra persone che lavoravano a fianco, pur avendo incarichi assai differenti e per le quali si sentiva una certa stima e simpatia reciproca.

L’unica volta che sono entrato da bambino in quella imitazione arrotondata di grande torre tagliata, dalla quale la silhouette del manicomio si riconosceva da lontano. Racchiudeva altre numerose stanze oltre alla enorme cucina, dove sono tornato solo in vecchiaia, in una visita guidata del manicomio ormai abbandonato da decenni.

Anni dopo ci ho messo un po’ a ricollegarlo, ma quell’uomo assomigliava assai a un certo attore e relativo personaggio di Goldfinger, nel film di James Bond.


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